Crisi alla Coperativa CEIF, 80 lavoratori rischiano il posto e il futuro

La crisi che dal 2008 ha colpito l’intero Paese e in modo importante anche il nostro territorio continua a colpire e a far male. E i suoi colpi di coda arrivano a raggiungere anche aziende che sembravano aver impattato in maniera migliore gli anni più complicati.

E’ il caso della Ceif società cooperativa, leader fino a poco tempo fa nel settore della progettazione e costruzione di impianti elettrici e meccanici di grosse dimensioni, che occupa circa ottanta dipendenti e che sembra andare rapidamente verso la liquidazione e il licenziamento di tutti i suoi lavoratori.

Alle origini delle difficoltà probabilmente una situazione finanziaria forse non gestita con sufficiente attenzione, causata in misura importante dall’aumento esponenziale della situazione debitoria da un lato, e dall’aumento di crediti non incassati dall’altra, cui si aggiunge il calo del mercato e della marginalità del settore.

A maggio 2015 la Fiom Cgil, a fronte dei primi segnali di preoccupazione emersi dall’assemblea dei soci, aveva chiesto un incontro per analizzare la situazione e cercare delle soluzioni condivise al fine di ridurre i costi.

Con il passare delle settimane la situazione sembrava diventare sempre più complicata, fino all’annuncio della presentazione al Tribunale di Forlì di un concordato preventivo con l’obbiettivo di continuare l’attività dell’azienda, e la conseguente richiesta di aprire una cassa integrazione straordinaria per ridurre i contraccolpi del concordato e garantire ai lavoratori un ammortizzatore sociale.

In queste settimane la situazione è peggiorata ulteriormente fino all’annuncio, pochi giorni fa, che il concordato che verrà elaborato porterà alla liquidazione della cooperativa Ceif, con la conseguente chiusura e perdita del posto di lavoro per ottanta famiglie.

Il tempo per pensare e mettere in piedi soluzioni differenti è molto ristretto, anche perche quasi in contemporanea alla richiesta di ammissione al concordato preventivo sono arrivate delle istanze di fallimento. Inoltre la nuova normativa introdotta dal Jobs Act in tema di ammortizzatori sociali, che ne riduce durata e casistiche, rischia di privare quei lavoratori, che ad oggi non hanno usufruito di nessun ammortizzatore, di uno strumento importante a loro tutela.

I lavoratori e la Fiom chiedono a tutte le istituzioni del territorio e al mondo cooperativo un impegno straordinario per attutire il più possibile le ricadute sul piano sociale di questa vicenda; i lavoratori hanno pagato già un prezzo altissimo alla crisi, è necessario evitare l’aumento dei disoccupati con tutti i mezzi possibili.

Forlì, 22 settembre 2015

Per la FIOM CGIL

Territorio di Forlì

Giovanni Cotugno

Segretario Generale

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