LAVORATORI SANITA’: forte contrarietà alla misura approvata, che rischia di creare insicurezza in un momento cruciale della lotta al coronavirus.

Spett.le Direttore AUSL della Romagna

                                                                                  Dott. Marcello Tonini

  e.p.c.    U.O. Relazioni Sindacali

                                                                    AUSL della Romagna

                                                                             Dott.ssa Barbara Camerani

 

                                                           A TUTTI I LAVORATORI DELLA SANITÀ

 

    Oggetto: DL 14/2020, il nostro giudizio negativo alla deroga della quarantena per il personale sanitario.

 

L’art. 7 del DL 14/2020 del 9 marzo 2020 ha modificato le disposizioni sulla quarantena per il personale sanitario, derogando a quanto previsto dal precedente decreto legge del 23 febbraio u.s. Nella nuova disposizione si prevede che agli operatori sanitari entrati in contatto con un paziente positivo non si applichi più la misura della quarantena, ma la sola sorveglianza sanitaria, e che questi operatori continuino la loro attività lavorativa e siano sospesi solo nel caso di sintomatologia respiratoria.

 

Con questa lettera esprimiamo la nostra forte contrarietà alla misura approvata, che rischia di creare insicurezza in un momento cruciale della lotta al coronavirus.

 

La nuova disposizione apre scenari ambigui e pericolosi per gli operatori sanitari, non si capisce quale sia la sorveglianza cui sarà sottoposto il lavoratore che dovrà comunque continuare a lavorare. Sarà ancora obbligato a comunicare i contatti avuti con pazienti positivi o non lo deve piu’ fare?

 

Per quanto ci riguarda, riteniamo che comunque ai lavoratori debba essere data disposizione di segnalare sempre alle strutture aziendali preposte i contatti avuti con i pazienti positivi, e che le stesse strutture aziendali debbano sempre indagare la natura dei contatti che i lavoratori hanno avuto.

 

Le Aziende devono sempre comprendere se ci sono operatori che hanno avuto contatti tali da giustificare misure precauzionali. Queste non si possono escludere a priori solo perchè l’operatore è asintomatico.

 

RICORDIAMO, INOLTRE, CHE CI SONO QUOTIDIANI PROBLEMI DI APPROVVIGIONAMENTO DEI DPI, A VOLTE NON SEMPRE ADEGUATI ALLE NECESSITA’.

 

Il rischio è che gli operatori non segnalino più i contatti avuti con i pazienti positivi aumentando il rischio di diffusione del virus anche all’interno della propria famiglia. Gli operatori sanitari per etica e deontologia stanno prestando, con abnegazione, servizio nonostante i gravi problemi organizzativi, ma mettere in secondo piano la loro salute rispetto a quella di tutti i cittadini sarebbe gravissimo.

 

IL DIRITTO ALLA SALUTE DEVE ESSERE PER TUTTI!        

 

Li, 11 Marzo 2020                                                                 

 

                                                                                              FP CGIL CISL FP UIL FPL

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