2 Aprile, mobilitazione nazionale: cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani

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ll Governo non ha inteso finora aprire un confronto sul tema pensioni. In assenza di qualunque confronto sul tema i sindacati ritengono necessario rilanciare l’iniziativa di mobilitazione, con manifestazioni territoriali da tenersi il 2 aprile prossimo”. Così i Segretari Generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo in una circolare unitaria inviata a tutte le strutture. “Anzi, ad aggravare il quadro, è partito un attacco anche alle pensioni di reversibilità e prosegue una discussione che, in assenza di una proposta governativa, continua ad aver al centro l’obiettivo di scaricare il costo di qualunque modifica per intero sui lavoratori. Ciò nel mentre i problemi diventano sempre più acuti sia sul versante dell’occupazione giovanile che su quello della condizione di lavoro di chi svolge occupazioni pesanti e faticose, di chi è precoce, di chi il lavoro lo perde e rimane privo di reddito”. I Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil aggiungono che “la piattaforma unitaria chiede modifiche sostanziali al sistema previdenziale così come delineato per ultimo dalla manovra Fornero e pone il problema sia delle pensioni future dei giovani e delle donne, per i quali è necessario ricostruire un quadro di solidarietà, sia dei lavoratori prossimi al pensionamento che hanno bisogno di vedersi riconosciute flessibilità in uscita e pensione anticipata a 41 anni di contributi senza aggancio automatico all’attesa di vita”. 

 

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I lavoratori addetti ad attività usuranti, che perfezionano i requisiti nel 2023, hanno tempo fino al primo di maggio per presentare la domanda di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti, propedeutica a quella della  vera e propria domanda di pensione anticipata. L'Inps, con il messaggio n. 1201 del 16 marzo 2022, fornisce le istruzioni precisando che sono interessati quei soggetti che perfezionano i prescritti requisiti nell’anno 2023.