Quota 102 e 104, una presa in giro. Cgil: il governo ci convochi

da collettiva.it

L’allarme del sindacato: “Con quei vincoli solo poche migliaia di persone accedono alla pensione. L’esecutivo ha sempre ignorato il tema, ora si apra immediatamente un confronto vero”

“La proposta Quota 102 e 104, se venisse confermata dal governo, costituirebbe una vera e propria presa in giro per i lavoratori. Con quei vincoli solo poche migliaia di persone nei prossimi anni potranno accedere alla pensione”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli

“Dal suo insediamento l’esecutivo ha sempre ignorato il tema pensioni – sostiene il dirigente sindacale – e ora sembra apprestarsi ad un aggiustamento raffazzonato in vista della scadenza di Quota 100, mentre la priorità è quella di avere una vera riforma, che superi i limiti di Quota 100, che dia stabilità al sistema, garantisca una effettiva flessibilità in uscita, affronti il tema di donne, gravosi, disoccupati e giovani, e la crescita del valore delle pensioni in essere”. 

“Torniamo a chiedere  di aprire immediatamente un confronto vero con il sindacato e di dare risposte adeguate alle richieste contenute nella piattaforma unitaria. Diversamente – conclude il sindacalista – non staremo con le mani in mano“.

Sulle pensioni “non sto dicendo che domani mattina dobbiamo avere la riforma perfetta ma è il momento di fare una riforma seria del sistema e questa non lo è”. Ad affermarlo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite di Porta a Porta. “Noi abbiamo proposto che siccome abbiamo un sistema contributivo, noi pensiamo che all’età di 62 anni qualsiasi persona in base ai contributi che ha versato possa decidere di andare in pensione; in più diciamo che c’è un problema di riconoscimento di lavori, non sono tutti uguali ci sono lavori più gravosi e usuranti che devono avere la possibilità di avere regole pensionistiche diverse”, afferma.

“La discussione non è passare da Quota 100 a Quota 102 che di per sé è un po’ una presa in giro perché vuol dire che mi allunghi un po’ il traguardo. Non è quello che serve al nostro Paese. Stiamo dicendo al governo, che con noi non ha ancora discusso, non c’è stata alcuna convocazione di un tavolo sindacale, che appena il tavolo ci sarà siamo pronti ad avanzare una proposta di riforma”, sottolinea. Landini

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