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Vis Mobility, 4 mesi senza stipendio, la lotta dei lavoratori

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articolo da forlitoday.it

Si è svolto mercoledì in Prefettura l’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali per analizzare e cercare delle soluzioni per la situazione di difficoltà che attraversa la Vis Mobility, azienda di Santa Sofia che occupa circa 50 dipendenti. All’incontro erano presenti, oltre ai rappresentanti dei lavoratori e alle organizzazione sindacali, il prefetto di Forlì-Cesena, il sindaco di Santa Sofia, la Provincia di Forlì-Cesena, la Direzione aziendale, e i rappresentanti di Banca di Forlì e Intesa San Paolo, chiamati al tavolo nel tentativo di sbloccare la situazione relativa agli affidamenti bancari, che ha aggravato la crisi di liquidità dell’azienda e rischia di determinarne la chiusura.

Illustrano il resoconto della riunione Riccardo Zoli (Fim), Giovanni Cotugno (Fiom) e Valerio Garattoni (Uilm): “L’azienda ha sottolineato le difficoltà derivanti dalla crisi del settore della segnaletica e della cantieristica stradale, ma ha evidenziato che, anche grazie alla presenza di un portafogli ordini molto importante che supera i 10 milioni di euro, potrebbero esserci le condizioni per la sopravvivenza dell’azienda e per la risoluzione delle problematiche, ivi compreso il ritardo nel pagamento delle retribuzioni dei dipendenti che ha superato le tre mensilità, ma che allo stato attuale l’impossibilità di anticipare le fatture lavorate (la direzione parla di fatture per un milione e mezzo non anticipate) determina un blocco pressoché completo della liquidità”.

“Le banche – proseguono i sindacati – hanno sottolineato che la temporanea sospensione degli affidamenti bancari si è determinata per il ritardo nella presentazione della documentazione necessaria, sottolineando la necessità di un impegno finanziario di tutti i soci per far fronte ad alcuni imminenti pagamenti e di procedere all’approvazione definitiva del bilancio come condizione per poter analizzare la situazione relativa agli affidamenti di Vis Mobility”.

Fim, Fiom e Uilm hanno sottolineato “la necessità di trovare una soluzione in tempi brevi, in quanto i lavoratori e le loro famiglie non possono più permettersi di lavorare senza percepire la retribuzione e richiesto alle banche di sbloccare l’anticipo delle fatture quantomeno per gli importi necessari a pagare le retribuzioni dei dipendenti in modo da attenuare il disagio dei lavoratori. Dagli istituti di credito non è arrivata una risposta positiva in tal senso, richiedendo l’approvazione del bilancio come condizione necessaria (ma non sufficiente da sola) per poter procedere alla riapertura degli affidamenti. A tal punto l’azienda si è impegnata all’approvazione del bilancio in qualche giorno e la Prefettura ha proposto di riconvocare per giovedì prossimo il tavolo di confronto con l’intento di fare tutto il possibile per evitare la chiusura e la perdita di posti di lavoro in un territorio come quello di Santa Sofia dove i problemi occupazionali sono già molto rilevanti.

Fim, Fiom e Uilm e i lavoratori, pur ringraziando Prefettura, Provincia e Comune per l’interesse mostrato, “ritengono che poteva essere fatto uno sforzo aggiuntivo dalle banche per pagare almeno una retribuzione, anche in funzione del rischio minimo che queste si dovevano assumere nell’anticipo di una fattura comunque garantita dal pagamento del cliente, e hanno richiesto l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria al fine di non aggravare il loro debito”. Giovedì prossimo lavoratori e sindacato torneranno a scioperare e si ritroveranno in Prefettura “con la necessità di trovare in quel momento un accordo che scongiuri la chiusura di Vis Mobility”.

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