Sull’unione non possono rimetterci i cittadini e i lavoratori si faccia chiarezza sul progetto

comunicato stampa

Le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, congiuntamente con le organizzazioni di categoria FP Cgil, FP Cisl e FPL Uil, in riferimento a quanto apparso sulla stampa locale in merito all’uscita del Comune di Forlì dall’ Unione dei Comuni del Forlivese e le seguenti dichiarazioni che ipotizzano nuovi perimetri, ritengono necessario che si faccia chiarezza .

 

Vogliamo ricordare che L’Unione è nata appena cinque anni fa, con un quadro normativo in materia di enti istituzionali che stava cambiando. Denunciammo già pubblicamente tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 che l’Unione era, ed è tutt’ora, in una situazione di incompiutezza il che non ha permesso di mettere a frutto tutte le potenzialità del progetto. Incompiutezza che ha messo a dura prova anche il personale dipendente, come più volte da noi segnalato.

 

Oggi le unioni fra comuni, specie dalla Regione Emilia Romagna, non sono solo apprezzate ma anche incentivate attraverso lo stanziamento di risorse economiche, risorse di cui i Comuni non si sono mai lamentati e con le quali sono stati ricoperti importanti servizi per i cittadini e le cittadine.

 

Dalle dichiarazioni del Sindaco Zattini, apparse sulla stampa locale, emerge che fino al prossimo maggio nulla si cambia a fronte del rischio di perdere 700.000 euro di contributi regionali. Noi chiediamo che questo tempo sia impiegato per effettuare un’analisi precisa di ciò che significa l’uscita del Comune di Forlì dall’Unione, mettendo a confronto quelli che sono stati i contributi aggiuntivi ricevuti in questi anni dallo stato e dalla regione e la situazione economica che si avrebbe con un’unione a 14 o con diversi perimetri.

 

Ciò che vogliamo evitare è che da una parte si determini una penalizzazione complessiva dei 15 comuni rispetto ai finanziamenti e quindi una complessiva riduzione dei servizi ai cittadini. Dall’altra parte che questa lunga fase di riordino degli assetti dell’Unione comporti uno stallo amministrativo che si ripercuoterà senza ombra di dubbio sui cittadini e sui lavoratori dipendenti dell’Unione.

 

Ricordiamo infatti che in capo all’Unione dei Comuni, ci sono servizi importanti quali il Corpo Unico Polizia Locale, lo Sportello Unico delle Attività Produttive, la Protezione Civile , i Sistemi Informatici e delle Tecnologie dell’Informazione ma anche il rilascio delle autorizzazioni di adeguamento sismico e per i piccoli Comuni anche la Promozione Turistica del Territorio Montano. Oltre a ciò sono state conferite ulteriori due funzioni, tra cui i servizi sociali, sulle quali è necessario capire come si intenderà procedere, ovviamente nel rapporto con la Regione Emilia Romagna.

 

A fronte di tutto ciò, tenendo conto degli indirizzi contenuti nella norma di legge Regionale e nel verbale di incontro tra Anci Upi CGIL CISL UIL dell’Emilia Romagna del  20 marzo 2017, nonché dei protocolli d’intesa sottoscritti all’atto della costituzione dell’Unione, l’8.03.2014 con CGIL CISL UIL di Forlì e con FP Cgil FP Cisl FPL Uil di Forlì, nonché del protocollo d’intesa con Anci, Legautonomie, Uncem e CGIL CISL UIL dell’Emilia Romagna del 14.02.2014,  abbiamo inoltrato una richiesta di apertura di confronto all’Unione dei Comuni affinché si faccia chiarezza sul futuro nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori.                                      

  1. CGIL – CISL – UIL
  2. Giorgini- V. Treossi – E. Imolesi

 

  1. FP CGIL – CISL FP – UIL FPL
  2. Avantaggiato – M. Castagnoli – M. Monti

Forlì, 27/07/2019

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