FP CGIL scrive alla direzione AUSL: salvaguardare il personale medico

Al Direttore Generale Ausl Romagna Dott. Marcello Tonini

Al Direttore Sanitario Ausl Romagna Dott. Stefano Busetti

Al Direttore Amm.vo Ausl Romagna Dott. Franco Falcini

Alla U.O. Relazioni Sindacali Dott.sa Barbara Camerani

 

La Funzione Pubblica CGIL e FP Medici e Dirigenti è cosciente che si stia combattendo oramai da oltre un mese una vera e propria guerra per contenere e sconfiggere una epidemia di dimensioni e sviluppi ancor oggi totalmente imprevedibili.

Si sono forse fatti errori di sottovalutazione, ci sono stati sicuramente ritardi nell’inviare e applicare disposizioni, che poi si sono sovrapposte caoticamente le une alle altre, lasciando troppo spesso al singolo professionista l’onere della interpretazione applicativa delle direttive, declinandole al proprio ruolo e non assicurandosi della somministrazione delle stesse a tutte le figure professionali gravitanti negli ambienti sanitari (tecnici manutentori, addetti delle Cooperative, portantini ecc). Contravvenendo agli obblighi di formazione attiva sulla sicurezza in ambito lavorativo.

Non si è investito a sufficienza nell’informare ed istruire i lavoratori di ogni singolo reparto o struttura, in base alla specifica esposizione o interazione con personale o pazienti di altre Unità all’interno dei percorsi assistenziali abituali.

Il risultato è che in Ausl Romagna si sono riscontrati interi settori di lavoratori positivi al contagio da covid 19 (Pronti Soccorso, Radiologie, Tecnici della Prevenzione, Assistenti Sanitari, Infermieri, Oss e Operatori Tecnici), anche nei settori che per definizione dovevano essere mantenuti esenti.

Riteniamo, tenuto conto delle esperienze maturate, vi sia una distribuzione e uso dei DPI che debba essere più ampia (in alcuni reparti Covid mancano camici idrorepellenti, mascherine e calzari), e vada migliorata la sicurezza di chi gestisce pazienti formalmente non classificati infetti.

Data la curva di propagazione che il contagio ha disegnato nelle ultime settimane non è possibile trascurare l’ormai noto ruolo chiave dei pazienti asintomatici nella sua propagazione. In tal senso l’ambiente Ospedaliero si presta troppo facilmente a diventare un catalizzatore per questa tendenza diffusiva, mettendo a rischio l’incolumità dei professionisti, la tenuta della offerta assistenziale e la sovraesposizione degli utenti.

Appare, quindi, un possibile errore di valutazione attuare provvedimenti solamente proporzionati ai contagi confermati, prestando il fianco ad una azione epidemica sottotraccia che potrebbe dare segno di sé quando ulteriori azioni di contenimento non potranno allora sortire alcun effetto.

Gli accessi dei famigliari ai ricoverati presunti No Covid 19 sono stati limitati ma non bloccati, permettendo a centinaia di persone di sostare nelle sale di attesa e di interagire fra loro e con gli operatori, purtroppo non sempre mantenendo comportamenti appropriati e conformi alle direttive Ministeriali. Le interazioni tra personale e pazienti al di fuori delle Unità Covid non sono sottoposte a procedure di protezione di alcun livello, se non affidate al buon senso del singolo operatore o paziente, come accade in occasione delle attività ambulatoriali e ordinarie.

Troppo assente appare nel ruolo cautelativo l’azione dell’Azienda che ha concentrato la sua attenzione alla risposta assistenziale sottovalutando l’intervento strategico della azione preventiva, esponendosi alla minaccia di una evoluzione epidemica ab intra di più difficile gestione.

Riteniamo assolutamente indispensabile garantire una verifica delle reali condizioni degli operatori con contatto o sintomatologia da covid 19 prima che siano  reimmessi  in servizio. Troppo spesso ci arrivano segnalazioni da operatori che, pur essendo stati casi sospetti, anche con febbre, non sono stati sottoposti a tampone, e dopo pochi giorni di attenuazione dei sintomi sono stati richiamati in servizio.

E’ necessario prevenire, dobbiamo evitare con tutti mezzi possibili che il contagio si diffonda nelle strutture sanitarie, anche mettendo in campo una campagna di salvaguardia del personale e dei servizi attraverso un indagine per trovare tutti i contagiati Covid 19 Asintomatici.

Certi che l’Azienda accolga con spirito costruttivo le richieste sopra esposte, restiamo sempre disponibili ad un confronto con la direzione per valutare gli aspetti critici che non possono e non devono essere sottovalutati ed avere garanzia di azioni tempestive.

Li 25 Marzo 2020

Le Segreterie

FP CGIL COMPARTO e FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI

Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini

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