5 Maggio Sciopero contro il d.d.l “la buona scuola”

ECCO LE BUONE RAGIONI PER

SCIOPERARE IL 5 MAGGIO

contro il D.D.L. “LA BUONA SCUOLA”

Le disposizioni inserite nel D.D.L. condizioneranno pesantemente la libertà d’insegnamento, interverranno su materie che vanno invece regolate per contratto e non per legge. Chiediamo al Parlamento di cambiarle in modo radicale.

Molte misure vanno espunte dal DDL per essere trattate con strumenti adeguati e nelle sedi appropriate.

Ci riferiamo innanzitutto al piano di assunzione per il quale chiediamo un provvedimento d’urgenza per garantire subito le 150.000 assunzioni promesse a settembre scorso.

Ci riferiamo alle materie contrattuali: distribuzione del salario, carriera e valorizzazione, mobilità del personale, sostituzione dei colleghi assenti, superamento dell’anno di prova, da consegnare alla negoziazione perché possano essere disciplinate con regole condivise.

  • Le deleghe che il Governo chiede al Parlamento nell’art. 21 del DDL su un’infinità di materie, senza delimitare il perimetro, sono uno degli aspetti più negativi di tutto l’impianto di questo DDL, che presenta profili di illegittimità costituzionale. L’articolo 21 è infatti una vera e propria legge-delega per la riforma della scuola, incapsulata nel disegno di legge: legge-delega che però il Governo non riceve dal Parlamento, ma cerca di scriversi da solo e che metterà l’esecutivo in condizione di predisporre autonomamente, su tutte quelle materie, i relativi decreti legislativi.

  • Con questo disegno di legge si anticipa in maniera surrettizia la riforma degli OO.CC. mettendo in discussione la libertà di insegnamento come quando si vuole sottoporre al Consiglio di Istituto il superamento del periodo di prova dei docenti.

  • La discrezionalità affidata ai Dirigenti scolastici nella valutazione e chiamata dei docenti, così come nella distribuzione del salario, è una scelta autoritaria che contraddice basilari principi di trasparenza e di buon andamento della pubblica amministrazione.

  • Il personale ATA, completamente ignorato anche dal piano di stabilizzazione, è soggetto di una vera e propria discriminazione.

Sono troppi i punti del DDL che riteniamo negativi per la scuola, taluni inaccettabili per il personale, sui quali spenderemo tutto il nostro impegno per ottenere dei cambiamenti radicali.

Contrastiamo questa arrogante volontà politica di togliere voce ai lavoratori ed al Sindacato.

Il Governo vuole rendere più soli i lavoratori.

Il Governo vuole il “singolo” a mercanteggiare la sua sede di servizio e la misurazione della sue prestazioni senza regole certe, senza le garanzie della rappresentanza sindacale e della contrattazione collettiva.

La scuola chiede con forza anche il CONTRATTO.

Il Governo pretende di tenere in funzione la scuola di oggi e quella di domani con norme scritte nel 2006 e con stipendi fermi al 2009.

Bisogna rinnovare subito i contratti e trovare le risorse per incrementare le retribuzioni di tutto il personale, evitando meccanismi premiali non oggettivi, come risulterebbe invece l’elargizione di un “bonus” ai docenti meritevoli a discrezione del Dirigente scolastico.

Siamo stanchi di essere sottopagati e oltretutto continuamente sottoposti alla gogna mediatica da parte di politici che non considerano l’Istruzione Pubblica un cardine del nostro Paese!

Forlì, 22.04.2015

FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOLA SNALS CONFSAL GILDA UNAMS

Fiorella Amadori Giancarlo Garoia Giansante Biserni Mario Baronio Aldo Cusmà

Nicola Garcea Roberto Rossi Luigi Sgarzi Maurizio Giusti

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